Si muore sempre troppo presto.
Si muore sempre troppo spesso,
oppure si muore e basta, senza chiederselo.

Si muore troppo giovani.
e poi di continuo ne nascono altri ancora.
Chi recupera un cimelio,
chi un nome, una somiglianza in una nuova creatura.

Si piangono troppe lacrime.
Si assiste troppo spesso al dramma di parenti imploranti.

E io, nel mio vuoto oggi, scrivo righe
in omaggio ai defunti di questi tempi caldi.

Non partecipo alle esequie,
preferisco ossequiare in silenzio
con la preghiera che conosco,
perché porti calore
e colore laddove la luce si oscura
e la speranza si fa solo nera.

(Lecce, luglio 2007)

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Ai defunti di luglio
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