Cicatrici sulla pelle che marchiano a vita.
Alcune cicatrici di vecchie ferite
Altre mai rimarginate, impresse.

Le tue, le mie cicatrici, dilette.

Particolari paradisi nascosti.
Luoghi di puro idillio e di rarissimo privilegio.
Vanto degli occhi miei.

E poi, cicatrici velenose.
Cicatrici che più che squarci sulla pelle sanno di crepe sul cuore.

Tocco piano, le cicatrici indelebili.
Cicatrici volontarie che insegnano;
Cicatrici voluttuose che ispirano
e sfiorano la perfezione.

Cicatrici che mettono a tacere
Il buono e il cattivo senso,
Ogni avidità e ogni menzogna.

Cicatrici che hanno saputo tessere col tempo,
Tele aggrivigliate d’amore puro e denso
misto all’amor profano di due amanti ardenti.

Cicatrici come scrigni di paure, vergogne, di sogni e d’incanti.

Perdureranno le cicatrici
Di lunghi abbracci
Di bambine piangenti.

Perdureranno le cicatrici d’addio di bambine
ugualmente ingenue e piangenti,
innanzi alle quali mi sono arresa tante volte
e ora m’arrendo di nuovo al loro ricordo,
ma non vorrei mai dimenticare.

Indelebili questi anni
Indelebile tu, cormeus.
Le tue cicatrici,
Le mie cicatrici.
Le nostre.

Meine Liebe. Amen.

(Lecce, dicembre 2006)

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Cicatrici
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