• Credo, in buona sostanza, che la fede non sia altro che una soluzione comoda e veloce per cercare speranza e appiglio, anziché parlarsi e ascoltarsi.

    Conosci te stesso prima. E smetti di prendere lo sciroppo per calmare il mal-di-dentro, ingollandoti di soluzioni vane e prêt-à-porter. Non cercare risposte al di fuori di te: prova a cercarle dentro, prova ad ascoltare la tua anima cosa ha da dire, prova a stabilire un dialogo con te stesso.

  • Non affidarti a qualcosa di esterno che acquieti la coscienza. Credo che per acquietarla (la coscienza) si dovrebbe invece avere più fiducia in se stessi, nelle proprie azioni, nei propri pensieri.

    Senti il bisogno di affidarti a qualcuno? Affidati a TE stesso e alla tua coscienza piuttosto! Un uomo non è un’isola, da solo non si basta? Apriti agli uomini, alla comunità, alle persone a te care, ai tuoi genitori, ai tuoi fratelli. Affidati agli amici più fidati, appunto.

  • Credo che la serenità, la stessa che i credenti cercano nella consolazione della religione, possa venire in realtà solo da dentro di noi, non dal di fuori. Né da un Dio, che è esso stesso creazione umana e interpretazione dell’uomo, perché verosimilmente potrebbe esser stato lo stesso uomo ad averlo creato, non il contrario.

  • …e Credo che in quanto essere imperfetto e per sua natura limitato, l’uomo abbia sentito il bisogno di affidarsi a qualcosa di esterno perché da solo non trovava le risposte che cercava; e perché solo con i suoi pensieri e i suoi mille perché, non poteva stare, non sapeva stare.

    Da qui, la creazione di religioni e dei dogmi per cercare di dare risposte e sollievo alla sua umana sofferenza, velando l’ignoto con il sacro “mistero”.
    Così anziché cercare risposte in se stesso o tra gli uomini, suoi simili, ha preferito un livello superiore, sovrannaturale rispetto al naturale e ha creato la “fede”. Ha preferito Dio agli uomini, mentre con gli uomini ha usato invece il potere e il dominio, persino la violenza, come strumenti per imporsi (su altri suoi simili?!) … Che lezione di “fede” può essere questa? Controsenso.

  • Credo che se anziché i comandamenti della Bibbia, le leggi del Corano, i precetti della Torah o chi va là, si studiassero sin da subito i 16 insegnamenti di Napoleon Hill, avremmo invece una nuova generazione di persone illuminate e di menti serene, persone in pace, in armonia con se stesse e con il mondo. In poche parole: avremmo delle persone risolte, felici. Non indotte.

  • Detto ciò, credo nello spiritualismo più di quanto si possa credere, ma il mio pensiero è più terreno che divino; più pragmatico che teorico; laico e coerente con la mia vita.

  • Qualora mi si debba avvicinare necessariamente ad un qualche Credo categorizzato ed universalmente riconosciuto, allora credo nelle culture spirituali di tipo orientali, di tipo buddista, dove la profonda spiritualità che la contraddistingue, fa più appello alla propria coscienza che ad una vera struttura religiosa organizzata ed ideologica.

    In realtà detesto terribilmente tutte le ideologie siano esse religiose, politiche, filosofiche e quelle che non lasciano mai il beneficio del dubbio, depositarie di “verità”. Quale verità? Se dovessimo prendere per buone tutte le verità enunciate, quante ce ne sarebbero su questa terra? E perché credere solo in alcune e non a tutte?

  • Credo nella massima greca di Socrate: “so di non sapere” ovvero il manifesto più degno del sentimento dell’umiltà! E in questo dubbio mi ci vedo e non ci muoio né disperata, né priva di spiritualismo, anzi.

  • Credo di fare parte della generazione figlia del Relativismo culturale. Ho rispetto di te, sì, di te che credi nelle religioni-organizzate e del tuo credo, qualunque essa sia. Ma non sarebbe però il solo credo che conosca. Allora tutto è relativo, tutto dipende. Da che punto guardi il mondo tutto dipende!

 

Non ci credi che anch’io abbia un credo? Certo che credo. Credici!

  • Credo nell’umanismo e nell’umanitarismo. Sono un’umanista. punto. Per fede, volontà, studi (umanistici), lavoro e missione.

  • Per quanto mi risulti davvero complicato, anche quando mi trovo in posti dove assisto alla miseria e alla crudele prevaricazione di alcuni su altri, per quanto difficile e quasi impossibile vederci positivo, Credo sempre e ancora negli uomini.

  • Credo nelle rivoluzioni fatte dagli uomini, nella cooperazione tra gli uomini.

  • Credo con convinzione nell’opera degli uomini e nella storia che è magistra vitae e nel cambiamento. Non potrei svolgere il mio lavoro dopo tutto.

  • Credo nella coerenza tra atti e propria coscienza.

  • Credo nella conoscenza, nella scienza.

  • Credo nel karma che tutto ti ricambia, in positivo o in negativo.

  • Credo nell’amore. E ci credo fortemente e concretamente. Credo nell’atto fisico dell’amore, come in quello platonico. Credo ciecamente nell’amore. Ci ho creduto anche quando in certi momenti mi ha sputato in faccia.

  • Credo che se solo si osservasse davvero una sola legge, che è quella dell’amore che sta alla base di ogni fede, e che qualsiasi Dio va ripetendo in ogni preghiera (“amare il prossimo, come si ama se stessi”) … Se la si seguisse tutti alla lettera, se i credenti fossero tutti un po’ più coerenti e i non-credenti aprissero gli occhi e il cuore, allora credo che avremmo davvero tutti a disposizione un mondo bellissimo in cui vivere.

  • Credo di NON avere la presunzione di dire che non ci sia affatto alcuna entità divina che regoli il mondo e la specie umana. Non sono atea infatti.

  • Così come NON credo di avere la presunzione che ciò che dico sia verità assoluta. Ma non accetto verità calate da altri: quello che hai da dirmi riguardo la tua fede, è la tua verità, non la mia. Evita di ergerti a dispensatore di verità, come non lo farò io.

  • E accetta il mio agnosticismo come accetterò il tuo credo, perché credo nel rispetto reciproco, nella quiete convivenza.

  • Credo appunto. E soprattutto agisco nella fede, molto più concretamente di quanto poi si dica e si predichi.

Immagine: panchina desolata. Marina di Santa Sabina, Carovigno (BR) 2016

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Credo. Credici!
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