Dubbio atroce, brucia
mordace, verace
stringe, rode, erode, consuma.

Bivio, non ho scelta.
O forse non c’è scelta?

Non sa scegliere la mia nave.
La paura di nuovo di cadere,
di cedere alla tentazione.

La sirena tentatrice
ha emmesso il suo amabile sibilo stasera.
Ha tramato le sue tele.
Terrore di cadere ancora nelle reti.
Ammaestro la flotta, isso le vele
e l’affronto, perché l’affronto va affrontantato.

La nave sa sciogliere solo i nodi dei suoi alberi, non dei suoi dubbi.
Non sa scegliere tra l’ancora e il piacere allettante del mare aperto

che fa sballottare tra i fiotti, i flussi e le correnti.
Dovrà far ricorso ancora alla sua rosa dei venti.

Non sa scegliere se virare al porto sicuro ed evirarsi
o cedere all’eco delizioso di sirena e arrendersi.

Eppure di entrambi ha bisogno, mi pare,
per il suo salpare, il suo navigare,
e il suo dolce naufragare.

(Lecce, settembre 2006)

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I dubbi e la nave
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