Io dono.
Il mio tempo.
Le mie energie.
Il mio sangue.
Il mio midollo.
Oggi il mio plasma,
con cui plasmo le mie rime
prima che svenga e crollo.

Un giorno donerò i miei occhi, gli organi,
quando sarà il mio tempo.
Per ora servono ancora al mio corpo, il mio tempio.
Già, sono iscritta all’ADMO, all’AIDO e do.
Da mo’.

Do-no i miei vestiti
mi spoglio dei miei abiti
che abitano il mio armadio in via dei quartieri bassi, dei mercatini.
Non quelli che vestono il lusso dei grandi magazzini,
abitano in city e vanno in giro in Lamborghini.

Dono i miei soldi per una giusta Causa.
Una porzione di lasagne in più che preparo durante la pausa,
un piatto condiviso,
un abbraccio, una storia da raccontare, un sorriso.

Un posto letto quando viene qualcuno a trovarmi da lontano.
Tanto lo sanno pure gli hacker che sono in zona ovest a Milano.

Io dono il mio entusiasmo quando viaggio.
La mia passione quando mi infiammo,
tutto l’amore per il lavoro che faccio,
il mio coraggio quando lascio l’ormeggio.

Donate all’AVIS, donate agli amici, ai vostri nemici,
Donate pure agli aguzzini, agli assassini, o ai paladini con i dindini.
A chi vi pare, ché non c’è niente di meglio che donare.

Ma donate che ce n’è davvero bisogno!
Che tanto vi ritorna tutto, un giorno:
le piastrine, il bene che fate, il karma, il sostegno,
l’andata e il ritorno.

E state sicuri che riceverete, più di quanto donato.
Garantisco, dio-lodato, per questa chance che mi ha dato.

(Milano, dicembre 2020)
*libera rivisitazione del testo “Dio lodato” – Joe Cassano

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