La gente di paese quando decide
di esternare non bada a spese.
Vuole fingere personalità, prestigio e ricchezza
ma risulta palese
quando a figurare è apparenza rozza
dietro facili, belle pretese.

In attesa di formarsi, la gente di paese
sceglie ciecamente d’imboccare un corso
e poi fermarsi
costretta dal bisogno e dalla scarsa convinzione.

Nel giro di poco tempo, rinnega
il proprio di-segno di partenza
mentre ancora si fa il segno, in segno di riverenza,
neanche fosse una minaccia alla propria esistenza.
Quanta convenienza!
Annega nella fatalità del rito, ma poi ritira;
e cede alla mescolanza di fatti e credenze
in nome di una natura congenitamente gretta e dell’incoerenza.

E’ il mondo delle mode dell’uomo medio
giudicante che veste a modo ed è attratto dai media.
Ma da come mondani demagoghi mediano,
non rimediano mai alla comune indecenza.
Si manipola la mediocrità dell’ignaro medio
di paese, senza ritegno e senza metro di coscienza.

(San Vito dei Normanni, BR, ottobre 2003)

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La gente di paese
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