Sono una terrona atipica che, incastrata tra Sud e Nord,
non parlerebbe mai (più) male del Sud.
E non parlerebbe mai (sia) male di Milano, che è la mia città.

La città in cui ho spostato famiglia e residenza da oltre 11 anni;
che mi ha accolta, mi ha adottata
e che ho lasciato di nuovo questa notte.

Talmente follemente innamorata di Milano
al punto da dedicarle questi versi d’amore:

“Ripensando alla mia città
lasciata di notte,
che già manca, forte.

Come l’amante, cotta
(d’amore)
si congeda in fretta
dall’amato che l’ha sedotta,
e dal loro letto
ancora umido e sfatto.

Così sono partita
tra i sospiri
e la speranza
di ritrovare presto la stretta
di nuovi abbracci e baci
di chi arde e l’aspetta”

(Milano, gennaio 2020)

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Lasciarsi di notte
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