Si torna ai villaggi.
Che per me vuol dire tante altre cose oltre al lavoro,
per esempio: mescolanza (ou métissage).

Immersione
tra gli odori e i sapori.
Nel latte di cocco.
Nelle culture diverse.
Oltre le radure immense.

Contatto con la gente, con la terra, la natura.
Soffrire la calura.
Sporcarsi le mani, mangiare con le mani.
No, non c’è la salvietta
(anche se non disdegno ogni tanto la forchetta…).

Scambi linguistici, tentativi nella lingua locale.
Mescolanze.
Danze, paranze.

Palme, case di paglia.
Sguardi attoniti, di meraviglia:
– Chi è ‘sta bianca, ma’, che viene in famiglia?

Spostarsi di capanna in capanna,
dove il francese si usa poco, quasi inesistente
e l’iconografia religiosa si fa più insistente:
santi, croci e raffigurazioni della madonna!

Tornare ai villaggi per me è
tornare a giocare con i bambini.

(Togbavi / Azime Dossou, Regione dei Laghi, Togo, novembre 2019)

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Métissage. Mescolanze
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