Tremo all’idea che tu abbia potuto sfiorare un gesto tanto assurdo quanto insensato.
Banale e inutile, qualche mese fa.
Avresti ottenuto forse un pizzico di popolarità, un grammo di attenzione,
ma avresti perso il dono più prezioso.

Come se lottare, sopravvivere, come se soffrire ogni gorno, sostenere, rimanere, resistere…
non siano verbi infiniti creati da qualche regista infinito.

Come se uscire da questo fottutissimo mondo sia davvero l’unica soluzione possibile.
Quale il prezzo? Pagheresti come vittima della tua stessa follia e del tuo protagonismo assoluto.
Sì, vediamola così! Inchianiamoci alle gesta di questi giovani audaci e ribelli che non hanno avuto il coraggio e la forza di continuare…
E prendiamo invece coscienza del baldanzoso eroismo che fa loro da padrone
e li spinge a sfiorare gesti folli.
Oppure li spinge giù e basta.

Brava! Stai coprendo il ruolo dell’attore, ma fallito. Parli di eroismi? Tu?
Quando si è eroi solo se in grado di resistere vivendo fino in fondo, ogni giorno e ogni istante, giocarsela tutta questa partita e accettarne la sconfitta, per quanto possibile.

Come se eterogeneo, multiforme, paradossale, ambiguo e un po’ pazzoide fossero aggettivi comodi da dare a soggetti scomodi, come te.

Di sicuro c’è voluto dell’arte per dipingere questo quadro di affermazioni con cui ti hanno dipinta, appunto. E io non ho fatto altro che “ammirarlo” questo immenso “capolavoro”.

Se è vero che “per arte si muore” (dice Carmen), come critico d’arte allora mi pongo fuori dagli schemi e mi fermo ad interpretare questa meraviglia natura umana.

Ne scruto con meraviglia i tratti inconfondibili di questo vasto paesaggio: “caos di forme belle” e mutevoli, e quasi ne rimango incantata!
Non mi fermo all’apparenza bugiarda, vado oltre incuriosita e avverto qualcosa di più profondo e ignoto. Subentra il sentmento ad indagare quanto di più misterioso e oscuro si nasconde dientro le forme e aspetto.
Come se sapessi già cosa mi si offre.
Analizzo i chiaro-scuri che avvolgono i personaggi; approfondisco le pennallate veloci di colore come tante picchiettate svelte che ne definiscono le forme.

E la sorpresa sta proprio dietro ad ognuna di loro: per quanto soddisfacente, deludente o spesso ambivalente sia, la sorpresa è pu sempre una bella e affascinante sorpresa!
Contraddizione! come Pirandello, non avverto solamente. Ora so di aver scoperto il segreto della contraddizione: il sentimento del contrario! Eureka, sì, finalmente l’ho trovato!

 

(San Vito dei Normanni, BR, estate 2003)

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Natura umana
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