Seduta ancora qui su questo confessionale atipico,
per peccati comodi comodi!

…Realtà statica, o realtà stitica?

E intanto van con loro le torme dei miei pensieri
onde meco si struggono e intanto fuggono,
E fugge anche questo reo tempo.
Massì, cosa importa!

E mentre siedo sulla mia pace,
senza inibizioni, nè mezzi termini,
assecondo la tentazione di chiamare questo momento sacro: un elogio!

Un elogio perverso a culi e poesia!
Un elogio alla mia schiettezza, uno alla mia stitichezza.
uno alla mia arroganza e franchezza!

Un elogio al nostro tempo!
Uno al nostre letture bukowskiane,
Uno all’inconciliabilità dei nostri spiriti e dei caratteri:
uno alla tua incostanza. Alla tua salute!
E un altro, alla frenesia di una logorroica – che poi sarei io!

Un elogio provocatorio alla nostra innata malizia, uno ai nostri sensi.

Uno alla violenza che scommetto
scaricheremmo volentieri vicendevolmente l’una all’altra.

Un elogio alla dionisiaca esperi: enza/mento
di due giovani folli donne inquiline sotto lo stesso tetto,
e ai dissapori coniugali che naturalmente ne conseguono.

Ossequi alla nostra convivenza.

(Lecce, maggio 2008)

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Pensieri in tazza morbida /bis
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