Un’altra occasione persa per tacere.

Dopo gli attuali fatti di Parigi e in un periodo di forti tensioni militari e mediatiche, la sola cosa che conta davvero è il silenzio che è d’oro, quindi di pochi.

Ordire complottismi al di sopra di ogni ordine stabilito, quindi sovrastrutturare anche in situazioni dove è lecito tacere, senza lasciare spazio alle emozioni personali, è solo inopportuno.

Così come inopportune e stupide sono le polemiche in pasto ai migliori argomentatori del momento..
quelli che citano la Fallaci alla cazzo di cane,
quelli che “Non eravate tutti Charlie?”,
quelli che si sbizzarriscono nel necrologio 2.0: “E i morti in Kenya”? Le vittime di Ankara? I bambini sulla spiaggia di Gaza? Le vittime in Libano?”

Che di per sé non è errato (ricordare tutti coloro che sono stati strappati alla loro esistenza), ma è come sempre pretestuoso e tendente alla vile polemica ed è la via più facile per fare inconsapevoli paragoni dividendo il mondo in dicotomie affrettate “noi/loro” o “morti di serie A/B”…

Un linguaggio semplicistico non tanto dissimile poi dai sempreverdi: “E il gender?” o “E i marò?”
o dal linciaggio dei tanti sciacalli in stile Libero e Il Giornale che impestano i media e il cervello del medio, ovvero l’elettore della peggior specie. Tutti con il bisogno impellente di orinare parole fuori luogo come se se ne sentisse il bisogno fisiologico.

Chi siamo noi a giudicare cosa sia ipocrita o meno?
Cosa sia giusto o meno, quanto misura il dolore mio, tuo, suo per le vittime?
E se il dolore per queste è forte perché mi sono vicine o lontane?
Cosa spinge le persone a manifestare?

E soprattutto perché polemizzare sul come ognuno voglia esprimere solidarietà e sentirsi vicini?
C’è chi sceglie una bandiera sulla porta di casa,
chi usa l’applicazione di facebook,
chi mette una lacrima, chi un arcobaleno sul proprio profilo,
chi sceglie di scendere in piazza,
chi accende una candela,
chi adotta a distanza,
chi fa volontariato sul campo e chi sotto casa,
chi prega in silenzio..

Cosa ne sapete della battaglie personali di ognuno?

Che ne sapete voi di quanto si adoperano le persone accanto a voi nella vita di tutti i giorni e in quale misura?
Che ne sapete di come si possa sentire chi era in quel ristorante o a quel concerto o chi poco lontano da lì?
O chi di là non ci è passato per niente (perché mangiare cambogiano è troppo speziato, il calcio non lo sopporta e il death-metal fa cagare) ma ha comunque scoperto di aver perso proprio là degli amici?
Come la mia amica Flavie con la quale siamo al telefono da 3 giorni. Incazzata, terrorizzata perché ha perso due cari amici (ed un altro risultava tra gli scomparsi del Bataclan); ora non vuole più uscire da casa..

E come sempre in queste tristi occasioni, manca il buon senso.
Ma sopra ogni cosa manca silenzio.

A questi chiedo: tacete!
Spegnete facebook se avete noia. Fate una passeggiata. Alleggeritevi!

Anche perché mentre voi sciorinatori continuate a trastullarci mentre cercate una via nel labirinto mentale della vostra idiozia, o mentre predicate, come imam-di-casa-nostra, verità inoppugnabili miracolosamente concesse solo a voi tramite tavole divine affidatevi sui monti.. da quest’altra parte, c’è chi ne ha piene le palle della vostra supponente verità e, da buon troll delle retrovie, si diverte scommettendo sul vostro ultimo tormentone, ben consapevole che, come dice la mia amica Flav, “le rire désarme ne l’oublions pas“.

È già tutto difficile, perciò pietà. 
E leggerezza!

 

#ParisAttacks

 

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Dopo Parigi, shhhhhhhhhhhhh!
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