Sono assolutamente obbligata a fermare questa immagine
che ho negli occhi e nella mente.

Devo coglierla ora, seduta, in carrozza.
Prosegue il viaggio e l’immagine costringe
il mio polso a renderle onore.

In un attimo al finestrino, repentino, un brivido.
Distese di grano sommerse di sole.
Dentro una pace eterna, una passione esplode.

Lontani da tutti gli altri occhi colpiti da imbarazzante pudicizia,
i nostri ardenti, accecati dai nostri stessi corpi avvinghiati al sole.

Sudati i corpi d’amanti nel turbinio di una natura
fortemente sensuale e lussuriosa,
nella natura celebriamo il nostro tanto amato rito.

E subito dal vetro mi sovviene questo gradevole sogno bucolico.

(Roma, in treno, maggio 2007)

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Sogno bucolico (in treno)
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