A voi gli “sputa fuoco”.
A voi i giudicanti, i categorizzanti.
A voi che niente più vi stupisce,
ma vi meravigliano le scelte dei vostri figli.

E a voi altri che li “titolate” oggi
e poi li abbandonate dopo la cerimonia
a tentare, senza un nome sicuro,
un nome, per le vie dell’estero.

A voi che vi annoiate.
A noi, mutevoli, che ci annoiamo sui libri d’Umanistica,
che non saziano, non faticano per il pane.

A voi che sorridete di tante nostre fanciullagini.
A noi che continuiamo a sognare sorridendo.

A voi che consumate gli occhi e il cervello per la tele.
A noi che consumiamo le biro e le notti con le nostre passioni.

All’impegno di questi anni.
Alla mia ostinazione.
Alle mie quattro gemme, dedico.

(Lecce, 28 novembre 2008)

Intatte le 4 gemme.
Quattro anime e quattro virtù.
Quattro raffinate e rispettosissime menti.
Quattro mura solide,
i quattro angoli della mia stanza.
A loro che custodiscono la mia stabilità e la mia instabilità,
i miei deliri e le mie certezze.
A loro consegno il mio oggi.
Vi porto con me, ovunque voi siate.

*versi (sopra) e dedica entrambi citati nella mia Tesi di Laurea specialistica

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